“L’attrazione del Sud Europa e in particolare dell’Italia per gli investimenti immobiliari-alberghieri è confermata, sia per quest’anno che per un arco temporale triennale, e accanto alle classiche città d’arte si stanno valutando opportunità in destinazioni alternative come Trieste, Bergamo, Lecce, Napoli e Torino”. E’ così che Giorgio Bianchi, managing partner – head of Italy di Pkf hotelexperts, racconta il trend degli investimenti nel settore hospitality.

Il tema è stato oggetto di una tavola rotonda a porte chiuse organizzata da Pkf a Milano, che ha visto la partecipazione di 45 stakeholder internazionali tra investitori, albergatori e istituzioni per fare il punto sulle tendenze di mercato. Un altro aspetto emerso riguarda la provenienza degli investitori: “Ci saranno meno investitori mediorientali, attualmente impegnati in progetti di sviluppo nella loro regione, e più europei, in particolare family offices”, ha sottolineato il manager. Pkf ha censito 1.119 hotel per circa 200mila camere, in buona parte collegate con brand e catene. Da questa valutazione di massima si evidenzia un centinaio di strutture in pipeline per quasi 18mila camere che verranno ultimate nei prossimi mesi. A Milano ci sono almeno 13 strutture in via di realizzazione. Sull’aspetto contrattuale, un fattore emerso è la progressione delle forme di lease, che sta riprendendo quota in un contesto di maggiore flessibilità rispetto al passato.

Un’analisi elaborata dalla società Str – ed illustrata nel corso della tavola rotonda – ha fatto emergere che nel 2019 le città italiane che hanno visto aumentare di più il Revpar sono state Udine (+9%), Milano (+8%), Lecce (+7%), Napoli (+6%), Venezia, Bologna e Firenze con un +5% ciascuno e Torino con un +4%. Altri aspetti chiave emersi riguardano il tema della concorrenza, che sarà più aggressiva sui segmenti upscale e upper upscale, mentre i concept più innovativi saranno legati alla categoria economy. “Il sentiment generale degli stakeholder – dichiara Bianchi – è che i segmenti dove si assisterà alla crescita maggiore riguardano gli aparthotel, i serviced apartment, gli studentati e il ramo del senior & assisted living”. 

Gli investitori hanno messo in evidenza anche alcuni fattori critici: per quanto riguarda i costi operativi, per il prossimo biennio sono attesi incrementi  nel costo del lavoro, nella tassazione e nelle forniture. Sul fronte dello sviluppo, invece, i timori per i prossimi 12-24 mesi sono legati ai possibili rincari dei costi dei terreni e delle costruzioni, ai maggiori oneri per permessi o tasse e all’aumento delle spese per la voce architettura e design.

Tags: ,

Related Article