Una comunità di persone del settore hospitality che si incontra in videoconferenza per dare un segnale positivo e dire che “anche tra noi internamente possiamo cercare di capire come uscire da questa situazione”. E’ il presupposto di un incontro che ha fatto dibattere alcuni player del settore sul tema alberghiero ai tempi del coronavirus. Un’indagine interna di Travel Appeal ha rilevato che, prendendo a campione i prezzi di Booking.com, le disponibilità sulle Ota, la tendenza rilevata è la stessa su tutta Italia (Firenze, Milano, Roma, Venezia ): “A partire da fine febbraio esplode la disponibilità sulle Ota, mentre i prezzi si abbassano. E’ un suicidio”, rileva l’indagine. Sono stati anche monitorati gli eventi che ci sarebbero stati in Italia nei prossimi mesi (sportivi, culturali, artistici) e”la cancellazione è generalizzata per diverse categorie”. 

A prendere la parola per prima è Giovanna Manzi, a.d. Best Western Italia: “Tutti noi sappiamo che l’impatto è fortissimo. Quello che abbiamo capito è che le organizzazioni evolvono se evolvono i loro leader e cii vogliono dei salti organizzativi. Oggi essere leader vuol dire lavorare non solo sulle skills ma sulle intelligenze e sulla innovazione. Questa situazione non lascerà le cose intatte e bisogna  spendere il tempo per capire cosa è andato storto nella nostra organizzazione. Bisognerà valutare chi sono i nostri partner più affidabili e migliorare la nostra organizzazione e anche l’aspetto della liquidità aziendale”. Manzi parte dalla necessità di un atteggiamento costruttivo, che passa da un cambiamento che porta ad eliminare i blocchi e gli impedimenti.

Mauro Santinato, ceo Teamwork, ammette la difficoltà di dare consigli su cosa fare in un momento come questo, “perché noi possiamo dare consigli su cosa fare dopo”. Il suo atteggiamento è positivo e dichiara: “Cerchiamo di guardare avanti, al futuro, il presente non dipende da noi. Dai vari eventi tragici occorsi abbiamo capito che il turismo è il settore che viene colpito per primo, ma si riprende più velocemente e dopo una crisi c’è sempre una fase di espansione”. Esorta a non essere troppo pessimisti perché è “un atteggiamento che genera negatività e pessimismo. Cerchiamo piuttosto di evitare gli errori del passato, come quelli di abbassare le tariffe o tagliare tutti i posti, tradire la fiducia del cliente, o ridurre il servizio, fermare i lavori di riqualificazione. Meglio ripensare ai fondamentali, essere più flessibili nel servizio, pensare alla propria strategia tariffaria, ripensare al proprio modello di business, snellire il servizio, premiare la fedeltà dei clienti, offrire tariffe senza caparre o garanzie, fare formazione allo staff e superare le aspettative, essere corretti e trasparenti”, suggerisce.

Per Nicola Delvecchio, consulente per hotel e turismo, a livello di comunicazione e marketing “ci sono stati messaggi contrastanti , del tipo non mi fermo e poi mi fermo, da usciamo a stiamo a casa. Il brand Italia è in pericolo e lo è anche il brand Europa. Tutti dicono “staycation” (cioè andiamo in vacanza dove abitiamo) – aggiunge Delvecchio – ma il problema è che non siamo in una fase di booking window e bombardare gli italiani ora non sortisce l’effetto sperato. Il buon senso dice di non essere ipocriti, consideriamo poi che il tempo dedicato ai canali social è triplicato, bisogna trasmettere unione e senso di squadra, ora è il momento di raccogliere mail e fare database, creare una guida. Bisogna motivare il nostro primo cliente, che è il personale”.

“Siamo alla fine della curva discendente e dovrebbe poi esserci una ripresa, che si spera arrivi ad aprile, ma non è detto”, commenta Armando Travaglini, consulente e formatore di web marketing. Per Travaglini si tratta di capire se ci sarà poi una forte risalita o una discesa lunga. Lato marketing cosa si può fare? “Ad oggi l’Italia ne esce in modo negativo, ma vedremo come ne usciremo nel medio periodo – dichiara -. Per la parte digital consiglio di stoppare le campagne sui social, i tassi di conversione sono crollati ovunque e oggi le strategie vanno riviste. Sono da valutare quotidianamente le performance delle campagne. Meglio riattivare una brand protection e monitorare il tasso di cancellazione, abbassare poi il budget o sospendere”. Importante per Travaglini comunicare attraverso tutti i touchpoint l’elemento della sicurezza.

Per Giancarlo Carniani, albergatore e presidente Confindustria Alberghi Firenze, “quello che verrà sarà un turismo molto diverso” e fa riferimento al libro di Harry Lang, “Il management del Titanic”, che fa un parallelismo tra la notte del Titanic e il mondo del management moderno. “C’era nel Titanic la voglia di prestigio come c’è nel mondo del turismo, una corsa a trovare esperienze nuove – argomenta – che è la corsa di tante aziende che non hanno curati aspetti legati alla sostenibilità e ai lavoratori. Altro parallelismo è quello di circondarsi di squadre solide e coese. Il Titanic aveva anche problemi di sicurezza, poteva salvare poche persone. E’ arrivato – esorta Carniani – il momento di riprendersi piccole libertà che nel mondo di internet ci hanno un po’ tolto. Questo cambiamento può portare a un totale cambiamento del mercato. Ci vuole rispetto per chi lavora con gli albergatori, come i fornitori. Questo è anche il momento di fare alcune proposte come community. Il turismo rischia di fermarsi per un bel po’. Bisogna coordinarsi con uffici legali per fare le proposte giuste al governo. Dobbiamo prepararci ad una battaglia di prezzi. Bisogna far capire al mondo della distribuzione che questo è un anno eccezionale e nel prossimo dovremmo cercare di far tornare lo status quo preesistente”.

Laura Dominici

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