“Se non salvaguardiamo le nostre imprese non salvaguardiamo l’occupazione: il lavoro rappresenta il benessere sociale è questa la sfida che deve porsi il nuovo Governo in un momento in cui il debito pubblico non può che aumentare, ma deve farlo in modo ragionevole” E’ Roberto Necci, presidente del Centro Studi Federalberghi Roma, ad affermarlo durante un webinar sulla Ripartenza del turismo italiano incentrato  sulle analisi degli scenari possibili del Master di Comunicazione Interculturale e Management del Turismo dell’Università Roma Tre moderato dalla direttrice, Barbara Antonucci.

Un’analisi storica che parte dal 2008, inizio della crisi economica, per giungere fino all’epidemia Covid. Tra i segni incisivi dei cambiamenti più radicali della nostra economia Necci riscontra il fallimento Lehman Brothers che ha avuto una ricaduta importante nel settore alberghiero. “Questo per via di una cultura finanziaria del nostro Paese che ritiene da sempre solido il valore immobiliare a garanzia di un finanziamento, piuttosto che le capacità gestionali” afferma Necci. Dunque, prima dello scoppio di questa bolla, un albergo valeva più dal punto di vista dell’edificio e non ci si concentrava sulla sua capacita di produrre reddito, ritenuta secondaria.

La seconda cesura economica Roberto Necci la imputa al fenomeno della globalizzazione che ha portato molti più viaggiatori a spostarsi, mentre l’Italia è diventato una delle scelte, e non più “la scelta” in un mercato molto competitivo.

Oggi, travolti da questa nuova cesura dovuta al Covid gli imprenditori si trovano a ripensare al turismo considerando le scelte sugli investimenti. “Gli investimenti sono sempre stati gestiti basandosi su tattiche di recupero invece che su strategie di lungo periodo, quindi le aziende sono costrette a un re-start continuo e faticoso”.

Da considerare, secondo il docente, gli indirizzi dei fondi strutturali. “L’Europa ci consente di essere un po’ più tranquilli sul futuro, ma bisogna sempre ricordare che presta e non regala: quello che oggi prendiamo dall’Ue lo ripagheremo attraverso tasse dirette o indirette, tra cui, ad esempio l’Iva, il cui eventuale aumento inciderebbe sui consumi”.

Per uscire dalle crisi il vero valore è il risparmio secondo Necci, come ha saputo dimostrare la Germania in queste fratture storiche. “Quello che ci sta accadendo, quindi, non è imputabile al Covid, ma alle fondamenta fragili della nostra economia”. Per questo gli investimenti futuri dovranno essere infrastrutturali, per consentire di non crollare di fronte a queste mutazioni economiche globali.  “Non dobbiamo ragionare nell’ottica istituzionale di una legislatura – conclude Necci – ma noi stessi, come imprenditori, dobbiamo fare delle riflessioni per capire se il nostro contributo a questi investimenti è corretto, oppure se, anche noi, siamo vittime di immobilismo nella speranza che qualcuno risolva i nostri problemi”.

Letizia Strambi

Tags: ,

Related Article