Nonostante il traffico turistico internazionale non sia ancora ripartito Roma si prepara ad accogliere i flussi. Sulla città, al 1° posto per patrimonio immobiliare alberghiero in Italia, l’interesse degli investitori non si è mai fermato e oggi si fa sempre più consistente.

Di questo, dei nuovi progetti alberghieri che stanno interessando il centro storico, delle politiche di sostegno al comparto e delle sfide che attendono i player del ricettivo, si è discusso nel corso del webinar “Patrimonio immobiliare e finanza, l’hospitality è pronta a ripartire“, un appuntamento organizzato da PKf ed AboutHotel che, in 6 tappe, iniziando da Roma e passando per Cortina, Firenze, Bari, Trieste e Milano, farà il punto sul Recovery 2021 passando in rassegna destinazioni cluster italiane, tra mare montagna e città.

Dal “Rapporto sul Patrimonio Immobiliare Alberghiero in Italia” redatto da World Capital, Pkf, Aica e Rics, emerge che il patrimonio immobiliare alberghiero italiano attualmente ha un valore di 117 mld di euro, il 70% del quale è detenuto da quattro grandi città, con Roma che, con 12,7 mld di euro e 845 alberghi, ne detiene il 34%, seguita da Milano, Venezia e Firenze. In totale, a livello nazionale, sono 554 gli alberghi 5 stelle (+ 33 vs 2018), 6mila i 4 stelle e più di 15mila i 3 stelle e proprio Roma sarà protagonista tra il 2021 ed il 2023 di uno sviluppo alberghiero molto consistente grazie alla realizzazione di 15 nuovi progetti, di cui 6 ristrutturazioni.

La ricerca ha, inoltre, evidenziato come gli scenari siano in evoluzione sia sul fronte degli investimenti, soprattutto quelli legati al lusso che confermano la ricerca di ritorni, sia su quello dell’offerta vera e propria, con digitalizzazione e sostenibilità che permeano tutti gli immobili e camere che vedono crescere in modo significativo i mq a disposizione.

Una ricerca Blastness condotta a livello nazionale su un panel di oltre 800 hotel italiani evidenzia nel frattempo trend in crescita sulle prenotazioni alberghiere nel nostro Paese da parte degli stranieri, in particolare tedeschi, inglesi e svizzeri, con il ritorno degli americani al 5° posto.

“Ci aspettiamo il grande rimbalzo nel 2022 – ha detto Onorio Rebecchini, vice president Federalberghi Roma -, ma Roma vincerà la sfida solo se riuscirà ad essere più competitiva rispetto alle altre capitali europee, con strutture rinnovate e una fiscalità agevolata. La sfida riguarderà soprattutto il turismo congressuale. Il lockdown del 2020 ha costretto la chiusura del 90% degli alberghi in città e il periodo estivo ha visto solo un 50% di riaperture. Ora si tratta di risorgere, sfruttando le misure del Governo in attesa che l’onda passi, ed investendo sulle strutture per farsi trovare pronti”.

“Il quadro è complicato perché mancano le risorse per poter guardare al futuro anche prossimo e la ripresa sarà lenta con una domanda debole e discontinua – il commento di Barbara Casillo, direttore generale Aica -, ma nell’ultimo mese sono successe molte cose e ci aspettiamo ulteriori nuove risposte, più strutturate ed adeguate ad un comparto in cui le perdite hanno superato l’80%”.
Per un approfondimento dell’argomento rimandiamo al prossimo numero di Guida Viaggi.

Alessandra Tesan

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