Come sarà l’albergo del futuro? Quali caratteristiche avrà e come possiamo immaginare il domani per plasmare il presente? A queste domande ha provato a dare risposta un webinar organizzato da Teamwork.

Partiamo dal presupposto che “l’innovazione nel settore alberghiero ha vissuto diverse ondate”, ha spiegato il presidente Mauro Santinato. E’ del 1859 a New York il primo hotel con ascensore, del 1894 in Netherland quello in cui tutte le camere disponevano del telefono e del 1910 dell’illuminazione. Bisogna arrivare al 1947 per avere il primo sistema di prenotazione centralizzata con Westin e al 1973 con Sheraton per trovare free movie. E’ dalla metà degli anni ’80 che “la tecnologia entra in albergo – prosegue Santinato -; in particolare dalla fine di quella decade Internet ha rappresentato un grande spartiacque: nel 1994 Hyatt ha lanciato il primo sito web, nel 2003 il wifi fa il suo debutto in hotel e l’anno successivo si ha la vera rivoluzione digitale nel comparto con l’arrivo di colossi come Booking e Facebook”.

Ciò significa che gli alberghi cambiano come la società e per progettare l’hotel del futuro dobbiamo immaginare di fare un salto nei prossimi 15-20 anni. Si possono evidenziare dieci trend, ha evidenziato Santinato: “Il concetto di smart room, di going green, il cambiamento della forza lavoro, con l’arrivo della generazione Z e la necessità di interpretare le loro esigenze, nuovi format di accoglienza, la tecnologia, che non è da guardare con sospetto, ma viceversa da imparare ad adoperare, utilizzando il tempo così risparmiato per dedicarsi alle relazioni umane, le preferenze dei consumatori, che post-pandemia avranno esigenze diverse in relazione al cambiamento della domanda e al modo di fare vacanza, nuovi modelli di business, sia in termini di brand che di progettazione, con hotel aperti al mondo esterno, in cui il food & beverage la fanno da padrone e gli spazi comuni e quelli meeting sono ripensati, l’hotel design si modificherà e la sfida riguarderà in primis la camera, il total wellbeing sarà prioritario e alla globalizzazione farà da contraltare la richiesta di personalizzazione”.

L’albergo del futuro sarà, allora, “un mix di tecnologia, di materiali innovativi, di archiettettura funzionale, di design ricercato, con spazi multifunzionali, aperto sia ai turisti che ai residenti, integrato nell’ambiente con forti elementi di tipicità e autenticità. Un giusto equilibrio – conclude Santinato – tra high tech e high touch con altissimo livello di servizio personalizzato”.

Qual è il segreto degli hotel che vincono, cioè che guadagnano? “Anticipano i tempi – ha affermato Nicola Delvecchio, consulente marketing Teamwork -, vendono qualcosa di cui il cliente non sa ancora di avere bisogno”. Che si tratti di riconoscimento facciale per entrare nelle camere, room service predittivo, virtual concierge, è necessario “innovare seguendo ciò che il mercato chiede”.

Cosa ci attende allora nel futuro? Non è facile saperlo, ma si possono “studiare i trend. Si venderanno non solo i prodotti – specifica Delvecchio -, ma il tempo, il silenzio anche negli ambienti interni. Ci dovranno essere “spazi funzionali e ottimizzati al massimo, un’estrema personalizzazione, dall’arrivo del cliente con il bio check-in, alla camera, con la stampa 3D di prodotti che mancano al cliente, fino all’intrattenimento interattivo ed empatico, realizzato per esempio a Tokyo con il robot Lovot”. Si pensi che già 8 anni fa Starwood aveva annunciato il progetto “keyless” e nel 2018, per restare su scala dimensionale più piccola, un hotel di Rimini utilizzava Alexa. Non è fantascienza allora immaginare box doccia sui quali scrivere una brillante idea che ci sia venuta in mente per vedersela poi recapitata nella propria mail o tavoli interattivi al ristorante che riconoscono quale tipo di vino si stia bevendo e siano in grado di dire al cliente le caratteristiche. I nuovi hotel del futuro saranno anche a energia positiva e creeranno community, come fa per esempio lo Svart Hotel in Norvegia o un energetico social centre come il Populus Hotel a Denver.

Nicoletta Somma

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