Radisson, di proprietà del governo cinese, conta oggi 200 milioni di soci del programma fedeltà. “Siamo la prima compagnia al mondo per numero di alberghi e la seconda, dopo Marriott, per numero di camere. L’Italia per Radisson è uno dei pochissimi Paesi dove c’è un focus importante”, ad asserirlo è Mauro Vinci, senior director business development Italy Radisson Hotel Group, intervenuto durante la seconda tappa dell’evento #REcovery organizzato da Pkf e AboutHotel.

Della posizione che ricopre l’Italia prova ne è il fatto che il brand è partito “tre anni fa con tre strutture e due in pipeline per arrivare ad oggi con sette strutture operative ed altrettante in pipeline”.

Tra i cluster, quello della montagna è uno in cui Radisson “crede tanto, da quando abbiamo inserito l’Italia come focus dello sviluppo, è sempre stata centrale”. L’operazione su Cortina ha impegnato il gruppo quasi più di un anno per finalizzarla e non sarà l’unica, a quanto ha fatto sapere il manager, il brand sta per perfezionare “un accordo ad Alagna (Monte Rosa) con Mira Hotel”.

Quanto al piano di sviluppo a cui il manager ha fatto riferimento, per il 2026 sono previste due strutture nuove a Milano. A breve aprirà il Palazzo del Touring Club in Piazza Missori, è un 5 stelle. Quest’anno è stato aperto a Cortina, il Grand Hotel Savoia in partnership con il gruppo alberghiero Zeus Hospitality.

Il manager si sofferma sui numeri e sottolinea che sono negativi per l’Italia e l’Europa, con un -85% di Revpar sul 2019, mentre in Paesi dove la situazione pandemica è migliore e il numero dei vaccinati è più alto, si ha un calo minore. Per esempio in Cina “il peggioramento del Revpar 2021 sul 2019 è di un -20%, “negativo sì, ma lontano anni luce dal -85% in Europa”, commenta il manager. In Russia è del -30%, in Australia del -25%, “oggi si parla del fatto che il ritorno del leisure sarà preponderante rispetto al bt, che dovrà comprendere bene come convivere con le pratiche di smart working, non c’è ottimismo sulle città business”, asserisce, anche se i dati attestano che le città “con il Revpar meno negativi sono Francoforte, Zurigo, Oslo, il che vuol dire che il mercato business sta ripartendo e sconta la situazione di restrizioni”.

Nonostante ciò il manager si dice positivo, in funzione del fatto che quando si arriverà ad un determinato numeri di vaccinati le persone, avendo bisogno di viaggiare, torneranno “con rabbia, positiva, a farlo”.

Stefania Vicini

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