Il mese scorso è stato nominato presidente di Rescasa Lombardia. Edoardo Piva, classe 1980, già a.d. del Gruppo Mini Hotel di Milano, dirige attualmente Micasas – Serviced Apartments, provider di servizi integrati di mobilità rivolti al mondo corporate. Una fase di profondo cambiamento quella che dovrà gestire come numero uno dell’associazione lombarda e che vede già i primi segni di trasformazione.

“Le trasferte di lavoro – commenta il neopresidente – rappresentano un ambito nel quale si spendevano tanti soldi nelle aziende molto strutturate (parliamo della parte procurement e della parte mobility per la gestione delle dinamiche internazionali). Il controllo delle spese potrebbe portare ad un parziale ripensamento di questa voce. Per quanto riguarda invece le lunghe permanenze, Expat o altro, potrà esserci un pronto ritorno del business”.

Proprio il quadro sulla permanenza medio-lunga si presenta infatti interessante, “anche per il turistico, che mostra una modifica nei modelli di consumo”.

Per quanto riguarda la ricettività in appartamento “c’è ancora potenziale rispetto al mercato maturo degli hotel e lo spazio per chi mostra inventiva e iniziativa non manca”.

Tra gli impegni immediati dell’associazione spiccano i due progetti, ormai in fase attuativa, del contratto tipo per i property manager, in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano, e il corso di qualificazione professionale per i gestori di affitti brevi, realizzato con il Capac e la collaborazione di Fimaa.

“A livello imprenditoriale, all’interno delle diverse anime di Rescasa – commenta Piva – io rappresento il gruppo dei residence storici. Oggi gestiamo quattro residence rivolti alla clientela corporate con cui esiste un contatto diretto, un segmento al confine tra locazione di lungo termine e il lavoro turistico-ricettivo”. La logica seguita in questo comparto è “quella di avere prezzi stabili e buoni livelli di flessibilità per proroghe e cancellazioni, oltre ad un contatto diretto con la clientela. La parte di produzione è all’apparenza meno interessante perché non seguiamo il calendario, abbiamo prezzi stabili – prosegue – ma risulta interessante nella semplificazione operativa e nella possibilità di spingere un buon livello di automazione sui processi di accesso, check in”. Queste prerogative si traducono in “un conto economico con marginalità più alte e prezzi stabili (il modello residence, fortemente automatizzato, può raggiungere il break even al 15% sui costi operativi e con ammortamento sotto al 25% di occupazione). Avendo una clientela diretta, il segmento risparmia infatti sui costi commerciali dedicati alle piattaforme online.

“Il settore legato alle lunghe permanenze nell’ultimo anno ha sofferto – commenta Piva -, ma meno delle strutture che hanno subito chiusure improvvise determinate da lockdown. Da metà estate scorsa abbiamo registrato una buona ripresa durata fino alla prima decade ottobre, con un successivo indebolimento”. Secondo il presidente di Rescasa Lombardia, comunque, “la tenuta generale è migliore rispetto a quella dell’alberghiero puro. Fatto che si lega alla tipologia degli appartamenti che sono in grado di gestire meglio le problematiche di vitto e protezione. Poi si deve considerare che mentre la trasferta di uno o due giorni è sostituibile con una video call, il contratto a progetto di un mese o di una settimana è più difficile renderlo virtuale”.

Intanto tra gli obiettivi raggiunti dall’associazione lombarda c’è il famoso contratto tipo per i property manager, “risultato di uno sforzo congiunto prezioso che ha fatto compiere un passo avanti per regolamentare una zona grigia al confine tra turistico ricettivo e immobiliare”, avverte Piva. “C’è però ancora molto da fare – aggiunge – all’interno delle sfumature normative sia regionali, che creano confusione, si a livello di omogeneizzazione tra regioni. Occorre un’attività di confronto con l’ente regolatore”. Altro aspetto da tenere in considerazione per Rescasa Lombardia sono poi i programmi di sviluppo per la città, come la federazione Milano-Cortina che sta già lavorando ed è un interlocutore interessante. “Parliamo dei recuperi delle zone ex scali ferroviari, dove ci sono migliaia di mq pronti da costruire e che vuol dire cantieri e indotto per permanenze di lungo periodo”.

Per quanto attiene ai numeri il calo di fatturato medio a livello nazionale, per le strutture ad appartamento, è stato del 60% durante l’anno di pandemia. La crescita delle Cav rispetto alle Rta – secondo i dati di Rescasa – mette in luce un rapporto di 5 a 1 rispetto al 4 a 2 del 2019. Questo considerando le nuove aperture e anche le trasformazioni da Rta a Cav.

Laura Dominici

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