Il gruppo Planetaria Hotels ha sperimentato nelle sale convegni dell’Enterprise Hotel la nuova frontiera degli eventi. Il progetto che ha previsto un processo di riqualificazione degli spazi, va sotto il nome di Mad Meeting A Distanza ed ha un altissimo impatto tecnologico. E’ stato studiato dalla società per offrire nuove modalità di organizzazione eventi, ma rappresenta soprattutto un vero e proprio riscatto, la dimostrazione di quanto resilienza e coraggio di innovare siano davvero caratteristiche imprescindibili dell’ospitalità che caratterizza Planetaria Hotels.

“Tutto è cambiato rispetto al pre-pandemia, ma chi dice che sarà peggiore? E se invece ci fosse il modo di tornare a fare eventi addirittura migliori rispetto a quelli del passato?” dichiara Damiano De Crescenzo, direttore generale di Planetaria Hotels.

“Il nostro famoso claim “BeAsYouAre” anche in questa circostanza ci ha fatto capire la direzione che avremmo dovuto prendere – aggiunge l’architetto Sofia Gioia Vedani, ceo di Planetaria Hotels -. Siamo una compagnia alberghiera italiana dalle ambizioni e dal cuore grandissimi; non avremmo potuto mai sottrarci dal provare a percorrere nuove strade di comunicazione verso e per i nostri ospiti. Siamo e saremo sempre coraggiosi, visionari, capaci di costruire nuove possibilità di crescita e miglioramento, anche laddove altri vedrebbero solo paura e disorientamento”.

Protagoniste di questa rivoluzione digitale sono l’ormai nota Immersive Room®, la cui tecnologia è stata implementata con dispositivi audio-video per la realizzazione di eventi ibridi, cioè formulati per ospitare una parte di pubblico in presenza e un numero infinito di connessioni da remoto, e la Sala Nettuno, diventata una grande Green Box all’interno della quale, come su un set televisivo, gli speaker possono alternarsi per dar vita ad un evento digitale dalle molteplici possibilità creative.

“Abbiamo forzatamente imparato che il potere della tecnologia è enorme e declinabile anche in ambiti, come quello degli eventi e dei meeting aziendali, prima inimmaginabili; ma dopo i primi mesi di vita lavorativa completamente virtuale, la consapevolezza di quanto la fisicità, l’empatia tra persone, colleghi o clienti, non potesse essere sostituita in toto da dispositivi tecnici ha preso il sopravvento. Il futuro non è digitale e neppure completamente in presenza, sarà ibrido appunto, che significa mantenere in presenza gli eventi fino ad un numero sicuro ed accettabile, ma potendo sfruttare il digitale per tutte quelle situazioni incompatibili con la fisicità. Proprio per raggiungere tale risultato abbiamo concentrato i nostri più grandi investimenti nella riqualificazione del nostro centro congressi”, precisa Damiano De Crescenzo.

Sui servizi di ristorazione, il manager così commenta: “I nostri servizi di ristorazione, fondamentali per la buona riuscita di un eventi, hanno mantenuto uno spazio di rilievo, anche solo parzialmente in presenza; le restrizioni sanitarie ci hanno fatto riflettere su formule nuove di buffet, ora esclusivamente serviti, che consentano di non rinunciare alla loro funzione scenografica e di convivialità, attribuendo maggiore attenzione al gusto, alla scelta di prodotti homemade e con un occhio di riguardo alla riduzione degli sprechi alimentari e alla comunicazione, di valori e tradizione, agli avventori. La nostra ristorazione post-pandemia sarà incentrata sul racconto e sulla condivisione, fortemente convinti e motivati nello sfruttare ogni nuova possibilità per creare emozione ed empatia”.

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