Federalberghi Torino si lascia alle spalle un biennio drammatico – che causa pandemia ha visto la perdita del 70% di fatturato (280 milioni di euro) con meno 2,4 milioni di presenze, un’occupazione crollata del 60% rispetto al 2019 – e guarda al futuro.

Le sfide sono alle porte: da un lato le elezioni amministrative in autunno e l’evento internazionale Atp finals che la città ospiterà. “Due occasioni – annuncia il presidente di Federalberghi Torino, Fabio Borio – che il comparto non può sciupare per ripartire dopo due anni di pandemia e fatturati ridotti a zero. Imprese e istituzioni devono saper tracciare la strada per il futuro, perché ci giochiamo lo sviluppo dei prossimi 10-20 anni”.

Da qui le richieste più urgenti per il presidente: “Chiediamo che venga istituito un assessorato ad hoc per il turismo, svincolato da altre deleghe, per un cambio di passo culturale. Abbiamo bisogno di un interlocutore unico e privilegiato per il settore (7,5 miliardi di euro di valore a livello regionale, ndr) ed un sistema di governance che lavori sull’attrattività delle nostre destinazioni a tutti i livelli”. A questo si aggiunge la necessità di una comunicazione della nostra regione che poggi su un calendario eventi che consenta di “muoversi in anticipo. Dobbiamo incrementare l’appeal della città – prosegue il presidente -. I punti di interesse non mancano, ma vanno comunicati meglio. Torino non può essere solo un crocevia, da qui l’impulso che può garantire l’alta velocità e un collegamento rapido verso l’aeroporto e il mare”. E aggiunge: “Dobbiamo recuperare la smarrita centralità insieme a Langhe, Monferrato, al territorio dei laghi. Con Milano andrebbero sviluppate sinergie concrete. La finestra temporale delle presenze deve essere allungata, in particolare ad agosto – incalza Borio -. E’ indispensabile per questo disporre di un calendario eventi pluriennale e che garantisca appuntamenti in tutti i mesi dell’anno, in modo da sviluppare un indotto internazionale”.

Borio parla anche della presenza di catene internazionali in città: “Ci sono progetti di sviluppo, ma la differenza ci sarà quando la redditività sarà adeguata agli standard dei brand, allora potranno predisporre più investimenti”. Nell’ultimo anno, prosegue il presidente, le imprese del settore sono rimaste in piedi e “continueranno a investire su immobili, servizi, assunzioni, completando il percorso di digitalizzazione. La necessità ora è quella di una nuova idea di turismo, rivoluzionaria senza rincorrere il cambiamento”.

Intanto le prenotazioni si confermano sotto data, con un “comportamento irrazionale da parte della clientela, dettato da logiche non prescritte. La parte montagna si sta muovendo bene – aggiunge l’albergatore – e sul fronte internazionale si nota l’interessamento di francesi e svizzeri per il sotto data, ma sono flussi minoritari. Ci aspettiamo un movimento più certo a partire da settembre”. Nei primi 5 mesi del 2021 il tasso di occupazione delle camere è stato più basso rispetto al gennaio-maggio 2020, facendo perdere alla città un altro milione di presenze rispetto al 2019 e 250mila rispetto al 2020.

Laura Dominici

 

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