La crisi da un lato e nuove prospettive di crescita accompagnate da un Recovery plan concreto e da un governo credibile sul piano internazionale devono indurre il mondo dell’ospitalità a non perdere l’occasione per conquistare più competitività in campo internazionale. Se ne è parlato nel corso della terza edizione dell’Hospitality Forum organizzato da Scenari Immobiliari.

“C’è desiderio di muoversi da parte delle famiglie e voglia di innovare da parte degli operatori – ha dichiarato il presidente di Scenari Immobiliari, Mario Breglia -. Il 2021 vede una ripresa debole, soprattutto sul versante degli stranieri, ma è il momento per migliorare l’offerta. Gli investimenti previsti nel Pnrr aumenteranno la rete infrastrutturale e permetteranno uno sviluppo importante nei prossimi anni”.

La crisi derivante dalla pandemia è costata al settore turistico italiano 28 miliardi di euro, un punto e mezzo della ricchezza nazionale. Si sono persi circa 90mila posti di lavoro, con una forte componente femminile. Particolarmente penalizzate le città d’arte con cali di presenze fino all’84 per cento di Firenze. La presenza di turisti stranieri è calata di oltre due terzi, con danni soprattutto all’economia del centro Italia.

Il mercato immobiliare alberghiero ha toccato a livello europeo nel 2020 il minimo del secolo con 12 miliardi di euro transati (-68% sull’anno precedente). È in corso una ripresa che dovrebbe portare gli scambi a 19 miliardi di euro a fine anno. Solo nel 2023 si supererà l’anno record 2019 con oltre 40 miliardi di euro di scambi.

Le prospettive del comparto alberghiero e turistico sono state riassunte da Giampiero Schiavo, amministratore delegato di Castello Sgr: “I segnali che si colgono in questi primi mesi del 2021, sostenuti da una crescente domanda interna, sono incoraggianti e mostrano che l’intero settore alberghiero sta ripartendo. Nei prossimi mesi vogliamo consolidare questo trend e, con il passaggio della fase acuta della pandemia, intendiamo puntare sull’ulteriore sviluppo dell’offerta business e leisure”. Visto il ruolo di leadership ricoperto da Castello Sgr nel panorama italiano dell’hospitality (36 strutture in portafoglio con 900 milioni di investimenti e 5mila camere), il gruppo intende fare da apripista di un approccio innovativo, dando vita ad una crescita di lungo periodo a vantaggio di tutti gli attori del mercato e per questo sono stati incrementati gli investimenti. Secondo Schiavo “l’Italia ha ancora un gap da colmare con l’Europa. La size media degli hotel in altri Paesi è più alta, c’è una maggiore presenza di catene, anche se l’allineamento in Europa è più vicino”. Per Francesco Canzonieri, presidente di Castello Sgr, “l’hospitality è un settore di massima importanza strategica e il rilancio dell’Italia passa necessariamente dalla capacità di essere attrattivi sia per il pubblico leisure sia per quello business. Negli ultimi mesi abbiamo ulteriormente incrementato gli sforzi perché vogliamo essere pronti a raccogliere le importanti sfide che ci attendono ed essere protagonisti del nuovo rinascimento italiano. Per poterlo fare appieno ci aspettiamo una ulteriore spinta sistemica in grado di valorizzare tutto il territorio italiano, un rafforzamento delle infrastrutture legate ai trasporti e l’attuazione di politiche che favoriscano la destagionalizzazione”.

Laura Dominici

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