A circa cinque anni dal referendum sulla Brexit, le ricerche di lavoro da parte dei lavoratori europei sono diminuite del 45%. Indeed, portale per chi cerca e offre lavoro, ha analizzato le ricerche effettuate sulla piattaforma per le posizioni lavorative nel Regno Unito da parte di aspiranti candidati basati all’estero; sia in Europa, sia in Paesi extra europei. L’analisi ha evidenziato un calo d’interesse da parte dei lavoratori basati in Europa che non può essere attribuito solo alla pandemia. Complessivamente, la ricerca di posizioni da parte degli europei è in calo del 36%, rispetto al 2019 (e del 45% dal 2016, l’anno del referendum). Al contrario, l’interesse da parte dei lavoratori basati al di fuori dell’Unione Europea è pressoché stabile e addirittura in aumento nel caso di ruoli ad alta retribuzione, soprattutto da parte di candidati provenienti da Paesi del Commonwealth e da Hong Kong. La situazione è rimasta stabile anche per quel che riguarda i jobseeker irlandesi.

Il calo di interesse da parte dei lavoratori dell’Unione, in maniera più marcata per le occupazioni a più bassa retribuzione (ad es. nell’ambito dei servizi di pulizia, di assistenza sociale, nel settore alimentare e dell’ospitalità, del carico e dello scarico merci), non è stato completamente compensato dall’interesse da parte di lavoratori provenienti da aree extra Ue; la domanda per occupazioni a più bassa retribuzione, infatti, è aumentata solo del 12%. Diverso è il discorso per le occupazioni con una retribuzione più alta (ad esempio quelle nell’ambito della tecnologia, della finanza, della medicina e dell’ingegneria), dove si è registrato un aumento di ricerche da parte di lavoratori extra-europei del 39% dal 2019.

Il settore informatico la fa da padrone in termini di capacità di attrattiva. Il ruolo di “software developer” registra il più alto tasso di clic; in gran parte da parte di candidati basati al di fuori dell’Unione Europea. Al secondo posto si trova l’area della matematica, con professioni come l’analista e il ricercatore. Lo stesso discorso vale per l’ingegneria, l’architettura, la ricerca scientifica, il settore bancario e della finanza e anche il settore della comunicazione e dei media.

L’interesse da parte degli europei è diminuito anche per questi settori, mentre è in forte aumento da parte di candidati provenienti dal resto del mondo. In particolare, dall’India, seguita da Hong Kong, Nigeria, Pakistan e Irlanda. Dall’India e dal Pakistan c’è maggiore interesse per l’area informatica, i lavoratori nigeriani sono orientati maggiormente alle professioni sanitarie, come l’infermieristica, mentre gli aspiranti candidati provenienti dall’Irlanda e da Hong Kong ricercano nel settore amministrativo.

“Con l’economia del Regno Unito che riapre e gli annunci di lavoro che tornano ai livelli pre-pandemia, per i datori di lavoro si presentano due situazioni distinte nel processo di assunzione di personale dall’estero – osserva Jack Kennedy, economista di Indeed -. Da un lato, i datori che offrono retribuzioni più elevate – in particolare nel settore della tecnologia, della scienza e dell’ingegneria – non incontrano problemi nonostante il calo di interesse da parte dei lavoratori europei visto che gli aspiranti dal resto del mondo mostrano un forte interesse per tali posizioni. Al contrario, le occupazioni a più bassa retribuzione non riescono ad attrarre personale dall’estero come accadeva solo due anni fa. Molti settori, come quello dell’ospitalità, stanno già riscontrando difficoltà. Potrebbe rendersi necessario incrementare i salari per riuscire a coprire queste posizioni”.

 

Tags: ,

Related Article

No Related Article