Lo sviluppo di Hilton non si è mai fermato in questi mesi di pandemia, semmai ha subito un rallentamento nel completamento di hotel in pipeline a livello globale, ma anche nella fase più critica – lo scorso anno – il gruppo ha messo a segno un numero importante di accordi.

“Quest’anno – annuncia Alan Mantin, managing director, development Southern Europe di Hilton – in Europa, Medio Oriente e Africa avremo 70 alberghi in apertura (più di uno a settimana), e anche nel 2020, con un 50% di aperture in meno rispetto al 2021, abbiamo dato atto di coraggio aprendo a Napoli il Britannique il 9 marzo scorso”. Una opening non indolore, in quanto avvenuta in un periodo di domanda bassa e con un costo a livello operativo, “ma è un’operazione – sottolinea il manager – che aiuta a creare nuovo mercato, perché si inquadra in un momento in cui ci sono hotel chiusi e i clienti che si muovono hanno meno scelta, serve quindi a far conoscere nuovi prodotti e a sperimentare”.

Atti di coraggio che già l’anno scorso a livello Emea ha segnato per il gruppo un aumento della quota di mercato, anche con una riduzione del volume d’affari.

L’accelerazione

Il 2021 assiste ad una accelerazione nel 2021 e il DoubleTree di Roma Monti la cui apertura era stata prevista per fine 2020 è avvenuta ad aprile di quest’anno. Per quanto riguarda la struttura di Roma Eur a vocazione congressuale, visti i movimenti deboli del comparto, dovrà aspettare l’anno prossimo. “Ma non c’è un cambio di strategia nel gruppo – commenta-. Siamo presenti da 60 anni in Italia e abbiamo festeggiato i 20 anni di Hilton Sorrento, struttura a forte connotazione leisure, l’Hilton Lago di Como è stato aperto in pre pandemia e certamente negli ultimi 18 mesi vediamo, anche da parte di investitori stranieri prima focalizzati sulle Big Four, un interesse crescente verso destinazioni turistiche e resort”. Un cambio di programma che al gruppo offre grandi opportunità vista l’ampia possibilità con i marchi di collezione, “che rappresentano – spiega il manager – la strada vincente per la riconversione nei progetti di riposizionamento”.

L’Italia da questo punto di vista ha una potenzialità enorme, essendo il quinto paese più visitato al mondo in epoca pre pandemica “e dovremo guadagnare posizioni, visto che dalla clientela di tutto il mondo risulta un interesse molto forte per l’Italia”.

Un trend che ha portato al consolidamento della posizione di Hilton in Sardegna, dove ha messo a segno tre colpi con l’apertura di theLocal Porto Rotondo in Costa Smeralda, che entra sotto le insegne Curio Collection by Hilton e sempre con lo stesso brand verrà gestito il Baia di Chia Resort Sardinia, mentre nel 2022l’Hotel Laguna all’interno del Chia Laguna Resort, diventerà un Conrad Hotels & Resorts, il primo del brand in Italia. Proprio la Sardegna è entrata ancora di più che in passato nelle mire degli investitori, in particolare nelle aree dove ci sono pochi brand internazionali.

L’interesse per il cluster resort è secondo Mantin, “un fatto finanziario, che denota un maggiore allineamento tra valore atteso e aspettativa. Le città – continua – stanno arrivando a posizioni importanti in termini di valori e vedono rendimenti più bassi, mentre il resort da riposizionare e dove c’è da investire consente all’investitore di ottenere uno yield più alto, pur tenendo presente la diversa stagionalità rispetto alle città“. Un fatto che deriva anche dall’allargamento della clientela bleisure, “che grazie alla tecnologia può lavorare nei luoghi di vacanza”. A livello percentuale, secondo il manager, si può ottenere un 40-50% di rendimento in più sulla parte turistica, con un 6-6,5% di rendimento rispetto ad un 4% medio di una location come Roma, ma ma dipende molto dal profilo dell’asset. Altro fattore che depone a favore dei resort è il fatto che la stagione turistica si sta allungando, “anche se non sarà mai di 12 mesi”. Alla base di tutto, ci deve però essere la buona accessibilità delle destinazioni e ad esempio la Puglia sta registrando un grande interesse proprio in virtù delle sue infrastrutture. Una ricerca realizzata dal gruppo lo scorso anno, inoltre, ha decretato la propensione al viaggio della clientela, con tre quarti degli intervistati che avevano confermato, in piena pandemia, la voglia di viaggiare e di pianificare viaggi e un terzo di loro esprimeva il desiderio di effettuare  il viaggio della vita, con una propensione alla spesa importante. In alcune aree geografiche come Cina, Usa gli spostamenti stanno riprendendo “e sono avanti a noi di uno o due trimestri. Anche dal punto di vista dei meeting si assiste ad un aumento della pianificazione nel tempo, anche se questo target si muoverà un po’ più tardi”. Europa e Italia in particolare lasciano presagire una buona stagione estiva, con Lago di como, Sorrento e Sardegna “che si muovono con una dinamica diversa rispetto a Roma, Firenze, Venezia”.

Intanto il gruppo ha appena lanciato l’iniziativa family experience in oltre 250 strutture del proprio portfolio in Europa, Medio Oriente e Africa, dedicata agli ospiti che non vedono l’ora di riprendere a viaggiare. I team member di Hilton, anch’essi genitori, hanno messo a punto delle offerte speciali per i bambini sotto i 12 anni, regalando alle famiglie la possibilità di vivere nuove esperienze, ora che le restrizioni di viaggio si stanno allentando. Numerosi sono i servizi messi a disposizione dalle varie strutture, dai prodotti per la cura del bambino, alle lenzuola colorate e divertenti, fino ai menu dedicati ai più piccini.

Per il futuro Mantin si fa forte di una collezione di marchi “ben distinti tra loro e molto attuali rispetto alla domanda presente e futura. Non ci aspettiamo grandi rivoluzioni nella progettazione, ma andremo incontro ad una maggiore esigenza in termini di tecnologia”.

Laura Dominici

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