Per la prima volta nella sua storia Relais & Châteaux si impegna a far salire nuovi prodotti locali in via di estinzione sull’Arca del Gusto di Slow Food, per preservare le tradizioni dei territori e garantire la conservazione del patrimonio culinario.

Creata nel 1996, l’Arca del Gusto di Slow Food è un catalogo online di oltre 5500 prodotti che appartengono alla cultura, alla storia e alle tradizioni di tutto il pianeta. Un patrimonio straordinario di frutta, verdura, razze animali, formaggi, pani, dolci, salumi. L’Arca del Gusto segnala l’esistenza di questi prodotti e denuncia il rischio che possano scomparire.

Con Slow Food

A oggi Slow Food ha già approvato 39 prodotti segnalati da Relais & Châteaux in 21 Paesi, con l’obiettivo di raggiungere 99 nuove candidature entro ottobre, quando questo traguardo sarà celebrato con la campagna Food for Change (7-10 ottobre 2021). Le candidature sono sottoposte a un rigoroso processo di valutazione da parte delle commissioni tecniche nazionali, dell’Hub contenuti e Progetti di Slow Food e dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, prima di essere inserite nell’Arca del Gusto.

Oltre al pollo nero del Valdarno, altri sei prodotti della tradizione italiana salgono sull’Arca del Gusto grazie alla segnalazione degli chef di Relais & Châteaux. Si tratta del cece rugoso maremmano, un legume coltivato nella “terra dei tufi” tra Sovana, Sorano e Pitigliano in Maremma, del vaciarin valsesiano, un formaggio fresco a base di latte vaccino originario della Valsesia, nominati da Fabrizio Reffo del Gallia Palace Beach Golf Spa Resort di Punta Ala, del farro della Garfagnana, cereale prodotto nell’omonima regione in provincia di Lucca, nominato da chef Luca Landi di Lunasia, il ristorante 1 stella Michelin dell’Hotel Plaza e de Russie a Viareggio, della mascherpa d’alpeggio, una ricotta prodotta in estate negli alpeggi valtellinesi con aggiunta di latte di capra orobica, nominata da Alessandro Negrini e Fabio Pisani del ristorante Il Luogo di Aimo e Nadia (2 stelle Michelin) di Milano e infine della carruba di Ragusa, un frutto dal sapore simile al cacao con note di miele e caramello un tempo destinato solo all’alimentazione degli animali, nominato da Vincenzo Candiano di Locanda don Serafino (1 stella Michelin) a Ragusa, e dello zotolo, una seppia di piccole dimensioni scelta da Loris Indri dell’Hotel Londra Palace di Venezia.

La campagna Food for Change 2021

Per proteggere e preservare questi prodotti dell’Arca del Gusto i produttori devono essere sostenuti e le loro storie raccontate. Così, dal 7 al 10 ottobre, gli chef Relais & Châteaux faranno conoscere ai loro ospiti le biodiversità con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza.

La biodiversità agricola e i sistemi di produzione alimentare su piccola scala e a conduzione familiare sono in pericolo in tutto il mondo a causa dell’industrializzazione, dell’erosione genetica, del cambiamento dei modelli di consumo, del cambiamento climatico, dell’abbandono delle aree rurali, delle migrazioni e dei conflitti. Attraverso le scelte alimentari è possibile influenzare collettivamente il modo in cui il cibo viene coltivato, prodotto e distribuito, e cambiare il mondo di conseguenza.

Le dimore associate a Relais & Châteaux, molte delle quali situate in campagne e lontano dalle rotte del turismo di massa, hanno firmato all’Unesco nel 2014 un Manifesto con cui si sono impegnate a rendere il mondo migliore attraverso la cucina e l’ospitalità. Cucinando prodotti locali e stagionali (<50km / 30mi), aumentando la domanda di varietà locali, eliminando la carne di produzione industriale e concentrandosi su un approccio vegetale, gli chef riducono significativamente l’impronta di carbonio di ogni piatto e sostengono gli agricoltori che allevano razze e usano prodotti locali. Attraverso Food for Change, Relais & Châteaux e Slow Food vogliono aumentare la consapevolezza dell’impatto del nostro sistema alimentare, responsabile del 30% delle emissioni di gas serra.

“La biodiversità non è solo genetica, ma anche culturale, proviene e appartiene al patrimonio e alle tradizioni dell’intero pianeta”, commenta il presidente di Slow Food Carlo Petrini. “Con l’industrializzazione del nostro sistema alimentare rischiamo di perdere sia le centinaia di varietà di mais che il savoir-faire del produttore di formaggio di un piccolo villaggio”.

Per Olivier Roellinger, vicepresidente di Relais & Châteaux, “che senso ha mangiare lo stesso cibo o bere lo stesso vino in ogni Paese del mondo? Le dimore Relais & Châteaux valorizzano la diversità delle cucine locali; sono custodi della biodiversità, e condividono con i loro ospiti tutto ciò che è buono e bello in questo mondo”.

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