Con una stagione 2021 che ha riscosso ottime soddisfazioni, Human Company, gruppo fiorentino attivo nel ricettivo e ristorativo e specializzato nell’ospitalità open air, si appresta al lancio del nuovo brand  HU Open Air. A raccontare bilanci e prospettive future sono Bruna Gallo, chief commercial officer della società toscana, e Valentina Fioravanti, marketing manager.

Il gruppo conta oggi nove villaggi in Italia (divisi tra Toscana, Veneto e Lazio) e uno in Lussemburgo, a cui si affiancano i Plus Hostel&Hotel, ostelli di ultima generazione a Firenze, Berlino e Praga e l’hotel di charme Villa La Palagina affacciato sulle colline del Chianti.

L’andamento dei flussi

Iniziamo dal consuntivo della scorsa stagione estiva. “La stagione 2021 – commenta Bruna Gallo – ci ha riservato ottime soddisfazioni, soprattutto a partire da fine luglio e con un agosto che ha visto un aumento di fatturato significativo soprattutto sul prodotto Village. Il budget 2021 era stato costruito su una linea prudenziale, consapevoli che il primo semestre avrebbe riservato ancora forte incertezza dovuta a una campagna vaccinale che doveva nei fatti concretizzarsi oltre alle regole non chiare sulla possibilità di transito di diversi mercati europei verso l’Italia. Tutto questo si è puntualmente verificato e solo con la metà di maggio abbiamo visto i primi segnali positivi, nello specifico da parte del mercato tedesco, che ha iniziato a varcare i confini in concomitanza con la seconda settimana di Pentecoste”. Il mese di maggio e giugno sono stati sottotono ma dalla seconda metà di luglio, con l’apertura della maggior parte dei confini europei, le prenotazioni sono “letteralmente esplose”. Questo ha permesso all’azienda di stabilizzare la stagione e di ottenere dei risultati “ottimi rispetto al budget programmato”. Su agosto il prodotto Village ha avuto un incremento del +20% rispetto al 2019, grazie anche all’apertura di Montescudaio Village.

In termini di presenze il mercato italiano si è riconfermato in prima posizione con una quota superiore al 40%, oltre al ritorno dei principali mercati esteri di riferimento: olandesi (+40% sul 2020), tedeschi (+ 119% sul 2020) e polacchi (+223% sul 2020). A dare fiducia ha contribuito anche una buona tenuta dell’autunno, con la ripresa dei gruppi scolastici e il ritorno dei turisti nelle città d’arte. “Sommando questi elementi possiamo guardare al futuro con cauto ottimismo e pensare ad un 2022 più “new normal”, spiega Gallo.

Le criticità della stagione

Per Valentina Fioravanti si può parlare di “risultati importanti, malgrado le criticità riscontrate”. Tra queste sottolinea l’aspetto delle incertezze legate ai flussi turistici in entrata in Italia, ancora influenzati dalla situazione pandemica e dai piani vaccinali dei diversi Paesi. “Abbiamo iniziato una stagione molto in ritardo – afferma Fioravanti – perdendo i mesi di aprile, maggio e buona parte di giugno, con booking window sempre più ridotte, con ospiti spesso confusi su regole e protocolli in vigore in continuo cambiamento ed un’attenzione particolare sul tema della sicurezza. La condizione di generale incertezza ha creato problemi anche nel reperire personale, un fenomeno che è stato diffuso nel mondo dell’ospitalità in generale”.

Malgrado le difficoltà, la società è riuscita a recuperare, “trasformando le diverse criticità in opportunità di crescita, a partire dalla trasformazione digitale dell’esperienza dal pre stay al post stay”. Tra i driver a cui la marketing manager fa riferimento: la flessibilità delle soluzioni, il contatto con la natura e la sicurezza.

“I nuovi strumenti che abbiamo messo in campo – sottolinea – lo sforzo di leggere in maniera predittiva il mercato, attraverso per esempio il nostro Osservatorio del turismo outdoor, ed un approccio fortemente data driven ci hanno permesso di intercettare questa nuova domanda con l’obiettivo di creare tutte le condizioni per consolidarla”.

Le novità 2022

A fine anno il gruppo presenterà un nuovo marchio che caratterizzerà e racconterà in modo nuovo l’attuale ecosistema di strutture all’aria aperta, ad oggi composto da sette village (sei in Italia tra Toscana, Veneto e Lazio e uno in Lussemburgo) e tre camping in town, i campeggi urbani alle porte di Firenze, Roma e Venezia.

“Il nuovo brand nasce da un processo di sintesi – annuncia Fioravanti -: Human si trasforma in Hu (si legge come “you”), che vuole portare la persona nella sua essenza al centro del nostro universo open air. Il Gruppo Human Company si concentra, quindi, su quello che è il cuore del suo business: l’hospitality all’aria aperta con proposte a misura di persona, per dare ancora più valore agli ospiti e più forza al proprio portafoglio di destinazioni”. Con il lancio di HU Open Air, Human Company mira anche a un nuovo racconto dell’ospitalità open air, per promuovere le vacanze all’aria aperta anche tra i nuovi segmenti di domanda in espansione. “Con HU Open Air iniziamo anche un processo di coinvolgimento attivo del pubblico per la costruzione del villaggio del futuro, partendo già dal nuovo sito che includerà una sezione dedicata, uno spazio aperto a chiunque, clienti e non, dove condividere suggerimenti, idee, desiderata per intraprendere un percorso partecipativo di costruzione del villaggio ideale”, conclude Fioravanti.

Laura Dominici

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