Se da un lato la situazione del ricettivo italiano vede lo spettro dei licenziamenti e di un traffico che spopola letteralmente le città d’arte (con un crollo di presenze del 71% nel 2021), la Spagna continua a tener duro all’interno di un mercato altalenante, ma che mostra già segnali di cauto ottimismo e gli albergatori sperano che nonostante l’impennata della variante Omicron, le prenotazioni possano riprendere vigore, come mostra un sondaggio di Pwc.

“Se il sistema sanitario si stabilizza, potremmo vedere un boom del turismo a partire dalla Settimana Santa”, ha dichiarato Jorge Marichal, il presidente della Confederazione spagnola degli hotel e degli alloggi turistici (Cehat) in una recente conferenza stampa.

La Settimana Santa, che quest’anno cade nella seconda settimana di aprile, è un periodo importante per l’industria alberghiera spagnola, poiché gli ospiti nazionali e stranieri si spostano per approfittare delle lunghe vacanze primaverili ed è vista come un campanello d’allarme per la vitale alta stagione estiva del Paese.

Il presidente del Cehat ha sostenuto che, finché non ci sarà un nuovo impatto negativo legato alla pandemia, “questo inverno il recupero del settore verso i livelli pre-pandemia dei tassi di occupazione degli hotel dovrebbe continuare sia da parte degli ospiti nazionali che stranieri”.

Lo studio di Pwc

Marichal ha detto di aver basato la sua ottimistica previsione sui risultati di un sondaggio fatto tra le 16.000 strutture della confederazione che rappresentano 1,8 milioni di posti letto, condotto dalla società di consulenza Pwc, che ha mostrato un forte aumento delle prenotazioni per il primo trimestre di quest’anno.

Sono stati studiati anche i siti web delle compagnie aeree, degli hotel e di altre industrie di viaggio per misurare l’interesse dei potenziali viaggiatori a visitare la Spagna per il sondaggio.

Secondo il sondaggio, il 17% di tutte le camere d’albergo spagnole sono state prenotate a gennaio, rispetto al solo 3% dello stesso mese del 2021, e il 13 e l’11% sono state prenotate per febbraio e marzo di quest’anno, rispettivamente, rispetto al 2 e al 3% di un anno fa.

Le prenotazioni per le Isole Canarie, una delle mete preferite dagli europei del nord, hanno guidato le regioni nazionali con il 39% delle camere disponibili prenotate a gennaio, il 32 a febbraio e il 25 a marzo. Queste percentuali si confrontano con il 6 e il 7% nel 2021.

Anche l’Andalusia (che comprende le località della Costa del Sol), Barcellona e Madrid hanno visto aumenti significativi delle prenotazioni, secondo l’indagine.

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