Il settore alberghiero ha visto un’accelerazione negli ultimi mesi per quanto riguarda la cessione di asset importanti a fondi stranieri. Questo sta avvenendo in una fase in cui, tra l’altro, il passaggio generazionale si fa difficile in uno scenario di stasi degli arrivi turistici internazionali e di costi non compensati da ricavi. Abbiamo chiesto a Tommaso Stranieri, partner Deloitte esperto del settore turismo, una sua overview sul settore hospitality.

Il recupero dei flussi

L’analista spiega che il settore hospitality si trova in uno stato di crisi dal quale potrà uscire “solo con il recupero dei flussi di turisti nazionali e internazionali. Fermo restando l’incertezza che ancora perdura sulla pandemia, uno scenario base verosimile è che i visitatori totali saranno sotto i valori del 2019 ancora per il 2022 e per il 2023, con particolare riguardo ai flussi internazionali, la cui normalizzazione è prevista per il 2024″.

Leisure e bt

In questo scenario l’analista di Deloitte distingue i viaggi per svago dai viaggi fatti per lavoro (corporate travel). “Per quanto riguarda i viaggi di business, da una recente ricerca fatta da Deloitte emerge come nel new normal la spesa delle aziende non ritornerà a livello del 2019 – sottolinea – ma potrà raggiungere livelli tra il 70% e l’80% dei valori pre-Covid. Le ragioni stanno nel fatto che le grandi organizzazioni hanno sdoganato definitivamente modalità innovative di lavoro d’interazione tra i professionisti, con il lavoro da remoto, e molti degli eventi e delle iniziative aziendali che prima vedevano la presenza diretta delle persone potranno essere svolti da remoto”. Sul fronte dei viaggi di piacere, per contro – come emerge da un recente studio di  Expedia Group (Traveler Value Index: 2022 Outlook), è da prevedere la crescita di importanza che le persone attribuiscono a viaggi e tempo libero. Secondo lo studio menzionato, questi comportamenti sarebbero frutto dalla pandemia e delle conseguenti costrizioni al movimento, il cui rimedio sarebbe proprio viaggiare di più. “In tale contesto, il nostro Paese sarebbe la meta preferita dei visitatori stranieri”, aggiunge. In definitiva c’è da aspettarsi un contraccolpo positivo sui flussi turistici nei prossimi anni, poiché i viaggiatori saranno disposti a spendere di più per i viaggi rispetto a prima della pandemia,  con un orientamento particolare verso viaggi sostenibili e flessibili.

 

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