Gli ultimi anni hanno decretato il successo e la rimonta, da un punto di vista degli investimenti, del format dei resort, un tempo penalizzati dalla stagionalità ridotta e ora salita agli onori della cronaca e oggetto di interesse da parte di fondi internazionali. E’ emerso anche che il concept “city” pur se in difficoltà lato riempimenti non ha in realtà mai smesso di allettare gli investitori, in particolare in destinazioni chiave come mostrano le big four italiane.

La scelta di Riu

Un esempio di quanto possa essere allettante questo cluster è testimoniato dal gigante spagnolo dell’ospitalità Riu Hotels & Resorts, che ha aperto la sua quarta struttura cittadina in Nord America e ne ha almeno altre due in pipeline per i prossimi anni. La compagnia prosegue anche la sua espansione oltre il modello originario di business che lo vede da sempre focalizzato sui resort all-inclusive.

L’apertura a New York

Con il recente debutto del quattro stelle Hotel Riu Plaza Manhattan Times Square in un nuovo edificio di 47 piani con 656 camere, sono ormai due le strutture della società nella Grande Mela dopo l’albergo aperto nel 2016.

“Abbiamo un forte impegno negli Stati Uniti perché i nostri ospiti hanno familiarità con il nostro brand in Messico e nei Caraibi, quindi c’è una sorta di connessione che ci aiuta ad attirare i viaggiatori leisure nei nostri hotel di città”, ha detto il vicepresidente di Riu per le vendite negli Stati Uniti e Canada Oliver Samorey.

Fondata a Maiorca nel 1953, Riu ha ora 100 hotel in 20 paesi con un focus sulle vacanze all-inclusive. “Abbiamo già iniziato la costruzione del nostro prossimo hotel nordamericano a Toronto, che dovrebbe aprire nel 2023, e l’Hotel Riu Plaza Chicago nel 2024, dove abbiamo acquistato un terreno a Streeterville, il centro commerciale e culturale della città, la cui costruzione dovrebbe iniziare questa primavera”, ha aggiunto il manager.

Una volta aperto, l’hotel di Chicago porterà il numero delle proprietà urbane della catena a una dozzina.

Riu sceglie siti in città che hanno forti numeri turistici, “poiché i viaggiatori leisure sono il nostro obiettivo principale, quindi devono avere facile accesso all’aeroporto locale e il dimensionamento deve essere tra 350 e 500 camere”, ha spiegato Samorey.

Il piano europeo

La mossa nordamericana fa il paio con i piani di sviluppo in Europa. “Nel vecchio continente siamo interessati a Parigi, Amsterdam e Roma, ma è molto difficile trovare location per una nuova costruzione che soddisfi le nostre esigenze. Abbiamo avuto la fortuna di trovare un sito del genere nella capitale britannica e il nostro Riu Plaza London Victoria aprirà il prossimo anno”.

La catena ha lanciato il suo primo hotel urbano a Panama nel 2010, poi un anno dopo ha aperto Riu Plaza Guadalajara in Messico.

“Una grande sfida – ammette il manager – è stata il catering per il settore Mice, dato che il nostro obiettivo principale fino ad allora era stato il servizio per hotel sulla spiaggia. In questi nuovi hotel  abbiamo dovuto pianificare gli spazi per accogliere sale conferenze di varie dimensioni per grandi e piccoli eventi aziendali, così come per matrimoni, cocktail party”. Riu ora gestisce anche hotel cittadini a Miami, Berlino, Dublino, Madrid e San Francisco. L.D.

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